Città di Noale - Sito Ufficiale

Storia del comune

Le prime notizie sicure di un villaggio chiamato “Anoalis” si trovano solo agli inizi del XII secolo, ma non è azzardato farne risalire l’origine al X-XI secolo, durante il vasto processo di dissodamento e avanzamento delle colture (Anoalis significa appunto “terreno nuovo”, da poco disboscato e strappato all’incolto). Fin dalle più antiche testimonianze documentarie (1116) appare di assoluto rilievo il ruolo della famiglia degli avogari del vescovo di Treviso, inizialmente denominati da Carbonara, i quali disponevano di vasti possedimenti a Crespignaga, Castelminio, Noale, Maerne e Tessera. Verso la metà del XII secolo l’incarico di avogaro ricadde su uno degli esponenti della famiglia di nome Guido, che per primo si dotò dell’appellativo di Tempesta. In seguito il nome Tempesta si trasmise ai discendenti e, pur essendosi estinto il ramo principale della famiglia, è sopravvissuto fino ad oggi grazie ai numerosi rami secondari. Per un certo periodo Noale fu assoggetta al Comune di Padova da Guido Tempesta, che era anche feudatario del vescovo patavino, e da suo figlio Guglielmino, che nel 1179 fu addirittura eletto podestà della città. A seguito di un vasto conflitto scoppiato fra le città della marca trevigiana, nel 1181 Noale fu definitivamente assegnata al Comune di Treviso. Al 1193 risale la prima notizia dell’esistenza di un castello e di una residenza abitata da Guido II e Guercio, figli di Guglielmino Tempesta. Noale rimase sotto il diretto controllo dei Tempesta almeno fino al 1245, quando Ezzelino da Romano assediò il castello e costrinse i difensori alla resa. Lo stesso Ezzelino, constatati i gravi danni provocati dalle macchine d’assedio, ordinò la costruzione di un nuovo importante fortilizio circondato da ampie fosse d’acqua: la rocca. Gli importanti lavori proseguirono a lungo e furono completati dai tempesta solo nel 1272, dopo la morte di Ezzelino. Nel frattempo Noale conobbe un’importante sviluppo economico e sociale, come testimonia la costruzione, già nel Duecento, di un mercato coperto (il “pavione”), che ospitava le merci durante i periodici appuntamenti di scambio. Nel Trecento Noale fu spesso coinvolta nelle vicende militari che sconquassarono il Veneto. Per un breve periodo, durante la dominazione scaligera (all’incirca fra il 1329 e il 1339) Guecello Tempesta riuscì a trasformare Noale nel capoluogo di un centro amministrativo autonomo sia da Padova che da Treviso. Furono emanati degli Statuti (una raccolta normativa), fu installato un giudice alle dipendenze dei Tempesta e fu creato un ospedale per la cura dei malati. I salariati di Guecello Tempesta provvedevano anche alla tutela dell’ordine pubblico e la difesa militare di un vasto territorio, che in parte comprendeva gli attuali comuni di Noale, Scorzè, Salzano, Trebaseleghe e Martellago. L’arrivo della Repubblica di San Marco, nel 1339, pose fine alle ambizioni dei Tempesta e cancellò l’autonomia di Noale. In un primo momento fu inviato un ufficiale con scopi prevalentemente militari, ma poi, dopo l’invasione ungherese del 1356-1357, fu ricreato il distretto amministrativo comprendente numerose località degli attuali comuni di Noale, Scorzè, Salzano e Trebaseleghe. Con compiti di amministratore, di giudice e di comandante della difesa militare fu posto dapprima un capitano (1356-1381) e poi un podestà (1390-1797) nominato direttamente da Venezia. Sotto la Repubblica di San Marco Noale conobbe un lungo periodo di pace, interrotto solo da una breve dominazione dei Carraresi di Padova (1381-1387) e dalla momentanea ritirata veneta a seguito della battaglia di Agnadello (1509). Dopo la parentesi napoleonica Noale divenne centro amministrativo sotto la monarchia asburgica, ma nel 1848 subì un declassamento come rappresaglia per aver dato i natali a Pietro Fortunato Calvi, già ufficiale austriaco e poi, dopo il congedo, brillante comandante dell’insurrezione del Cadore. Nel 1866, con l’entrata delle truppe savoiarde in Veneto, Noale entrò a far parte del regno d’Italia. Scheda a cura di Federico Pigozzo